tipi da quarantena 1

Questo articolo è stato redatto da Isabella Gavazzi

È più di un mese che siamo a casa, con la nostra nuova condizione di vita nelle quattro mura domestiche.
Sociologi e antropologi stanno creando nuove teorie ma è ben chiaro che non tutti stiamo vivendo questa condizione allo stesso modo.
I social, purtroppo o per fortuna, sono lo specchio di tutto questo: chi corre, chi dorme, chi cucina, chi è diventato asceta, chi influencer.
Piccolo spoiler sul contenuto: è ironico anche auto-ironico

E tu, che tipo da quarantena sei?

Il ritrovato Chef

Forse il più facile da riconoscere: da quando la reclusione è iniziata, i selfies hanno lasciato il posto a ravioli, torte, pizze, tutte rigorosamente handmade e contrassegnate da relativo hashtag.
Sono loro che hanno svaligiato le scorte di lievito nei supermercati – al rogo! –  che nascondo la farina come se fosse il tesssoro più prezioso e che non si perdono nessuna ricetta di Giallo Zafferano.
Effettivamente è bello cucinare, sono d’accordo, però credo che quattro carbonare e due pizza party a settimana siano un po’ troppi.
In qualsiasi caso: complimenti per la dedizione!

Il Travel Blogger mancato

Niente cibo per lui, solo ricordi dei viaggi meravigliosi che ha fatto. Un giorno la foto di Roma, quello dopo delle Maldive, di domenica eccolo davanti a una chiesa gotica in Inghilterra.
La verità è un’altra: la noia lo ha portato, dopo anni di accumulo seriale, a sistemare le migliaia di foto che aveva sparso tra cellulare e pc. Tra uno scatto sfocato e uno mosso, eccola lì: la foto perfetta, instagrammabile e adatta alla nuova piaga, scusate piega, che vuole dare al suo profilo.
Basta mediocrità, foto di amici e cene, ora la finalità della sua vetrina è far vedere le meraviglie che ha visto. Lodevole, riempire di belle foto i social è sicuramente edificante, ma aggiungere foto della vacanza in Costa Azzurra di quando si aveva due anni con l’hashtag “#torneremoaviaggiare” è quasi comico.
In qualsiasi caso: complimenti per la dedizione!

I novelli Influencer

Che questa sia ormai una vera e propria professione siamo tutti d’accordo, non siamo ripetitivi e polemici.
In questo mese però c’è stato un fiorire di appartenenti alla categoria. Live, dirette, opinioni sul film appena visto, foto in posa sul balcone con la mascherina… tutto molto interessante, non so per chi sinceramente.
Ma chi sono io per giudicare? Esattamente nessuno, quindi buon divertimento per voi e i vostri seguaci.
In qualsiasi caso: complimenti per la dedizione!

Gli agitati

Cucinano, corrono per casa, fanno gli scatti sul terrazzo, video-chiamano tutta la rubrica, suonano, leggono, non sono sicura che dormano. Fondamentale: notificare tutti delle proprie attività, alla San Tommaso con il suo “se non vedo non credo”.
Fanno qualsiasi tipo di attività, felici e spensierati. Sembra che questa quarantena abbia dato loro energie che voi umani potete solo immaginare (letto alla Blade Runner, per piacere).
Bravi, è un ottimo modo per sfruttare questo tempo, ma non dovete essere cosmici e criticare chi non segue la vostra routine. Eh eh, vi ho beccati cari miei.
In qualsiasi caso: complimenti per la dedizione!

I desaparecidos

Non che prima della quarantena fossero mostri nella comunicazione, ma da un mese a questa parte rispondono via messaggio solo se interpellati. Niente foto, niente commenti, niente video-chiamate.
Gli amici più cari li chiamano per sapere se sanno ancora parlare o se si esprimono solo a gesti.
Leggende narrano che non escano neanche sul balcone pur di non vedere nessuno.
Finzione o realtà, credo siano i più felici di tutti: ora possono stare sereni senza contatti, come hanno sempre sognato. E diciamocelo, se sono felici loro, va tutto bene.
In qualsiasi caso: complimenti per la dedizione!

Ridendo e scherzando, che ognuno viva questa quarantena come meglio crede, senza pentimenti e fustigazioni se si fa un pisolino di troppo. Siamo umani, non macchine, e tutti diversi.
Per questo concludo con un bel “in qualsiasi caso: complimenti per la dedizione!”.

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