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Questo articolo è stato redatto da Isabella Gavazzi

In questo momento di blocco forzato, il tempo libero a disposizione si è dilatato e le attività per riempire la nostra giornata, dopo un mese di isolamento, ad alcuni sembrano scarseggiare.

Timballi, torte, esercizi fisici, pulizie di primavera… Perché non provare a scrivere?

Lo so, lo so, la risposta tipica di molti è: “non sono brav*”, oppure “non mi è mai piaciuto” e così via.Il centro della questione è un altro e lo è per ogni tipo di attività: senza alcune accortezze è normale cadere nella noia e chiudere la pagina dopo due righe scritte di malavoglia.

Di consigli su come sviluppare e far crescere la vena da scrittore ce ne sono a centinaia. I più famosi sono i 40 consigli di Umberto Eco o i 13 di Chuck Palahniuk (quello di Fight club, per intenderci). Questi ve li lascio cercare e leggere con calma, io non sono nessuno e dispensare consigli della nonna non mi spetta.

Da amante della scrittura amatoriale posso però dare alcuni tips che a me sono utili.

Non sono leggi universali e sacre verità, solo attività che ho trovato azzeccate per concludere un racconto senza strappare il foglio ogni due minuti. Sono 3, semplici e chiare:

1. Prima di scrivere, pensa

Questa regola vale anche prima di agire, parlare, litigare e pure nella scrittura è davvero utile. Senza un momento di riflessione sull’argomento da trattare, dove partire e a che punto arrivare, il testo non cresce e risulta senza forma. Sembra una cosa scontata, ma nell’impeto di scrivere, la prima cosa che si fa è aprire la pagina di Word e partire a raffica. Piuttosto, se non volete dimenticare nulla, appuntate per punti o con un piccolo sunto l’idea, così da poterla rileggere mentre scrivete di vostro capolavoro.

2. Sognare sì, ma divertiti 

Riprendendo il concetto di capolavoro, tutti gli scrittori in erba già vedono il sudore della loro fronte nelle vetrine delle più grandi librerie, bestseller dell’anno e con un film in lavorazione basato sul manoscritto. Lo spero per voi, ma la scrittura è anche sfogo personale, un momento di serenità e di divertimento. Se diventerà bestseller meraviglioso, ma non partite con l’idea, già alle prime righe, di creare un prodotto competitivo sul mercato come tema, personaggi e lunghezza. Il risultato sarà essere troppo pignoli con sé stessi, vederlo come un lavoro, scrivere di temi che non ci appassionano e mollarlo alla prima difficoltà. L’imperativo deve essere il divertimento, perché è da quello che escono i lavori belli e che piacciono agli altri. Giurin giurella, croce sul cuore, provare per credere. 

3. Non obbligarti

I grandi scrittori consigliano di darsi un tempo per scrivere, come se fosse una scadenza. Verissimo, ma niente fustigazioni se le idee non vengono o il lavoro che ne esce non è come ve lo eravate immaginato. Soprattutto in questa quarantena, dove di ansie ce ne sono tante, facciamo che questa attività sia un’isola felice in cui stare. Non è un lavoro, nessuno ti riprende se non finisci il capitolo. Dipende da te stesso e dalle scadenze che ti poni. Niente idee? Cambiate attività, staccate la testa, e vedrete che, quanto meno ve lo aspettate, l’illuminazione vi abbaglierà.


Quindi, carta e penna, mente attiva e tempo speso in modo sereno, che cosa volere di più? 

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