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Questo articolo è stato redatto da Isabella Gavazzi

Bene bene, secondo appuntamento con i tips di scrittura. I primi tre sono serviti a qualcosa?

Non che fossero la scoperta dell’acqua calda, però credo che leggerli e provarli possa essere già un ottimo primo esercizio per sviluppare la vena da scritture che è in ognuno di noi.

Ed ora altri 3 consigli a mio parere utili!

Esercizio, esercizio e ancora esercizio

Questa parola, se andate o siete mai andati in palestra, l’avrete sicuramente detestata in un primo momento, così come se avete iniziato ad imparare seriamente uno strumento musicale.

Purtroppo per voi, l’esercizio è alla base anche della scrittura.

Senza di esso non si cresce, c’è poco da fare. Pensavate che J.K. Rowling avesse scritto al primo colpo Harry Potter? Ci metto le mani sul fuoco che non è stato così. La scrittura deve essere un’attività che ripetete nel tempo, e a cadenza abbastanza regolare.

È inutile scrivere per 8 ore i primi due giorni e poi riaprire il file il mese seguente. Così come se volete diventare dei body builders dovete fate ripetizioni di addominali e flessioni ogni giorno, così per migliorare dovete scrivere qualcosa tutti i giorni. Punto. E dopo le prime fatiche, vedrete che tutto diventerà più facile, piacevole e…divertente!

Step by step

Scrivere un libro è un lavoro intenso e che continua per parecchio tempo.

Che sia di cento o di trecento pagine, un manoscritto deve essere curato come una forma di Parmigiano Reggiano, con attenzioni e controlli.

Tutto questo può intimorire, e personalmente ho sempre trovato serenità nello scrivere racconti brevi. Non è che ci si metta meno impegno, ma scrivere un testo di due o tre pagine è sicuramente più fattibile in un tempo limitato.

La logica è sempre la stessa, deve avere un inizio e una fine, ben fatto e corretto, ma vedere un testo che abbia una logica scritto nero su bianco fa sempre un certo effetto all’autostima.

Non fare il vergognoso

Ormai abbiamo appurato che la scrittura è sfogo personale, auto-analisi eccetera eccetera, però il confronto con l’esterno può aiutare. Mettendo da parte gli scritti più intimi, è sempre bene chiedere a qualcuno vicino e su cui contate di leggere il vostro lavoro e dare un parere.

Ecco, magari scegliete qualcuno che vada oltre il “mi piace” o “datti all’ippica”, il commento deve essere costruttivo. Questo perché, come dice un antico detto, “ogni scarrafone è bello a mamma sua”, ed è sempre difficile trovare errori in un proprio lavoro o ammettere che è calante in alcune parti.

Che sia anche solo una rilettura per correggere i refusi o un commento sulla trama, accettate i consigli e mettetevi in discussione. Quest’ultima affermazione dovrebbe essere sacrosanta per tutti gli ambiti di vita, ma sul tema si potrebbe scrivere un bel tomo.

Provate ad applicarli e sperimentate con la vostra fantasia!

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