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Questo articolo è stato redatto da Andrea Scarafoni

Il mondo del vino è affascinante, complesso, diversificato, e negli ultimi anni sta attraendo ormai sempre più persone (soprattutto tra i giovani); è sempre stato sinonimo di convivialità, di occasioni speciali, ma purtroppo ancora oggetto di qualche luogo comune. 

Partiamo col dire che l’espressione “de gustibus non disputandum est” vale anche per il mondo vinicolo; ognuno ha (o crede di avere) le proprie preferenze su quale tipologia di vino bere e su come berlo.

Fatta questa doverosa premessa, sul secondo aspetto (il come)  vorrei esporvi alcuni accorgimenti, appresi e assimilati dopo anni di esperienza lavorativa e di studi nel settore, ma vi assicuro che specifico ciò solo per una questione di credibilità, non è mia intenzione insegnare nulla a nessuno, bensì consigliare.

Ecco a voi dunque 5 utili consigli, di cui alcuni vanno a sfatare anche dei comportamenti ricorrenti,  da poter mettere in atto sia a casa, sia quando, finita la quarantena, torneremo a riassaporare un bel pranzo o una bella cena al ristorante.

Non scegliere mai il vino in base al prezzo

Ho fatto la spesa con un sommelier per capire che vini comprare ...

Sì è vero, questo consiglio rientra più nel discorso “quale vino bere”, ma è un’eccezione che sento di dover fare, poiché sta alla base di tutto. Cerca di abbandonare lo schema mentale “costa di più, allora sarà più buono”. Il brand famoso o il prezzo elevato non sono necessariamente sinonimo di qualità assoluta.

Prova invece a ragionare maggiormente sull’occasione in cui andrai a berlo, cosa ci mangerai insieme, quale caratteristica del vino pensi possa essere più adeguata (più acidità, più dolcezza, più complessità, ecc.), e scegli di conseguenza. Non riesci a trovare una soluzione? Chiedere consiglio al cameriere se sei al ristorante, chiedere all’enotecario se ti trovi in un negozio di vini, affidarsi alle retroetichette delle bottiglie o a una rapida ricerca su internet se sei al supermercato, sono sempre valide scelte.

Non far roteare un calice di bollicine

Misura della bottiglia di champagne superiore ai 20 litri.

 Il gesto che comunemente fa pensare o esclamare: “ecco l’intenditore, bevi e non fare storie”.

In realtà far roteare il calice ha una sua funzionalità: serve a far ossigenare il vino, affinchè tutti i profumi nascosti vengano sprigionati, in particolar modo quando ci apprestiamo a bere un vino rimasto in bottiglia tanto tempo. Va fatta eccezione tuttavia per le bollicine; che sia Prosecco, Champagne, Lambrusco, Moscato, far roteare il calice non fa altro che far svanire tutta l’effervescenza e la piacevolezza del vino.

Berresti mai una Coca Cola sgasata?

Spumante secco con il dessert? No grazie

Se bevi ancora lo spumante con il dessert... hai sbagliato tutto ...

 Abbinamento ormai diffusissimo in molte ricorrenze (compleanni, Natale, Pasqua, ecc) ma concettualmente sbagliato. I dessert infatti andrebbero abbinati non per contrasto (cibo dolce con vino secco) ma per concordanza, accompagnando nella maniera migliore il sapore dolce di ciò che si mangia.

Se non volete dunque rinunciare alle bollicine per brindare al momento del dessert, vi consiglio ad esempio il Moscato d’Asti, o un Prosecco rigorosamente Demi-sec (cioè con un contenuto zuccherino elevato), per godervi al massimo sia ciò che state mangiando, sia quello che state bevendo.

Conserva il vino nel miglior modo possibile

Come Conservare il Vino in Casa | Vini Delea

Se ti piace collezionare bottiglie, anche magari di una certa importanza, è utile che tu sappia come conservarle, per non avere poi una spiacevole sorpresa quando deciderai di aprirle.

Un’ottimale conservazione dipende sostanzialmente da:

  • Luce : evita illuminazioni troppo potenti e luci al neon.
  • Temperatura: è fondamentale che non ci siano sbalzi termici nel luogo in cui conservi il vino, poiché andrebbero a danneggiarlo enormemente. La temperatura ideale è tra gli 11-15°C. L’umidità inoltre non deve essere né eccessiva né troppo bassa (a livello di percentuali siamo su un 60-70%).
  • Odori: non conservare il vino nelle vicinanze di cibi con sapori e profumi intensi, per evitare che possano penetrare attraverso il sughero del tappo.
  • Le bottiglie devono essere disposte in orizzontale, affinchè il vino resti a contatto con il sughero; in caso contrario il tappo potrebbe seccarsi e rompersi durante la stappatura.

Aprire una bottiglia di un rosso d’annata ore prima è inutile

Registro dematerializzato del vino, a Castelnuovo Berardenga tra ...

 Abbiamo già detto che far ossigenare i vini con qualche annetto sulle spalle è cosa buona e giusta.

Tuttavia occorre sfatare il mito del “dover aprire una bottiglia prima, per farla respirare”.

Da una ricerca del laboratorio di Analisi Sensoriale dell’Università di Piacenza si è potuto verificare infatti che la quantità di ossigeno presente nel vino al momento dell’apertura e dopo circa 3 ore presenta una variazione minima, più o meno un decimo di milligrammo per litro (una quantità assai misera).

Come fare dunque? Occorre solamente far roteare il vino in un calice (possibilmente ampio), arrivando così alla saturazione di ossigeno in soli 30 secondi.  Versa subito, che ho sete!

“A ben riflettere, si può bere il vino per cinque motivi:
primo per far festa, poi per colmare la sete,
poi per evitare di avere sete dopo,
poi per fare onore al buon vino e, infine, per ogni motivo.” 

(Friedrich Rückert)

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